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mercoledì 4 novembre 2009

Google Wave: l'onda del cambiamento

Con la stessa forza di un'onda del mare che si infrange su uno scoglio, Wave si preannuncia come l'invenzione più dirompente, incontenibile e rivoluzionaria degli ultimi tempi.

Immaginate un grande contenitore web intelligente capace di offrire comunicazione e cooperazione in tempo reale, multimedialità, mappe e strumenti di elaborazione. Se ci riuscite, avete già capito cos'è Google Wave.



Google Wave logo

Tutto in uno. Msn? Skype? E-mail? Facebook? Potrete averli tutti assieme in un unico strumento. Un sogno? No pura realtà. Il concetto alla base di tutto è il "tempo reale". Che senso ha nel Web attuale distinguere tra posta elettronica e messaggi istantanei, podcast, voip e contenuti in streaming quando questi e altri elementi possono essere incorporati in un flusso unico, uno "stream of dataness" di testo (mentre qualcuno scrive, gli altri utenti vedranno le parole apparire poco alla volta sullo schermo), immagini, mappe, video e multimedia?

La potenza dell'onda. Le waves possono arrivare in qualsiasi momento da qualunque direzione, intrecciarsi, arricchirsi completarsi, coinvolgendo più utenti. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: ma così non si rischia il caos totale, confusione, perdita di frammenti importanti del discorso?. Tranquilli, la risposta è no.

Ognuno potrà catalogare il flusso informativo a suo piacimento salvandolo in apposite cartelle (folders) così da rileggere i documenti, rivedere i video o riascoltare la conversazione preferita.

La Wave, una volta aperta, è uno spazio sensibile e modificabile. Poniamo di essere in cinque e voler discutere privatamente con una persona. Ebbene non ci crederete ma è possibile isolare la conversazione senza uscire dall'onda. Per i più esigenti anche nascondere cosa si digita in tempo reale, attivando la funzione di draft. Installando Google Gears, infine, l'interazione di Wave coi contenuti del computer sarà totale, abilitando il content sharing con un semplice click.

Struttura e layout. Approfondiamo meglio la struttura e le funzionalità di questa applicazione.

La schermata di Wave non è molto diversa da quella di una webmail. Tanto che i più pigri potrebbero cadere nella tentazione di adoperarlo come casella di posta. A sinistra della pagina c'è la barra di navigazione, che comprende le cartelle delle "onde", i settaggi e poi due box per le ricerche personali e i propri folder in cui catalogare le waves (basta trascinarcele sopra).



Google Wave Screenshot


Le ricerche personali sono caratterizzate da specifiche tag (metadati) , con cui è possibile raggruppare i contenuti delle onde che contengono l'oggetto della propria ricerca, che sia una parola, un concetto o un widget/mappa/multimedia. Una funzione fondamentale per mettere un po' d'ordine nel caos che piano piano si formerà a causa dell'accumulo dei dati.

L'onda, ovunque. Blog in pericolo? Tutto quello che compone una wave, dal testo ai gadget, può essere embeddato in altre piattaforme. I primi a risentire di questo cambiamento saranno i blog che dovranno mutare profondamente la loro natura se vorranno sopravvivere al più grande diluvio di bit che la storia ricordi.

Rischieranno infatti di divenire obsoleti se Google Wave manterrà tutte le promesse iniziali. Se la comunicazione si farà sincrona, real-time che senso avrà mantenere degli spazi asincroni come i blog in cui lasciare commenti che probabilmente troveranno risposta dopo 1 ora?. Ovviamente la mia è soltanto una provocazione, certo è che un'applicazione così innovativa potrebbe modificare le dinamiche di comunicazione e conversazione, monopolizzando l'attenzione dei navigatori.

Che senso avrà parlare di blogosfera? comunità?

L'evoluzione dello scenario porterà alla nascita di una nuova forma di aggregazione, che si distaccherà sempre più dal concetto tradizionale di comunità di derivazione sociologica (vedi Ferdinand Tönnies, uno dei fondatori insieme a Ludwig Stein e Max Weber, della Società tedesca di sociologia, in un libro intitolato Gemeinschaft und Gesellschaft - Comunità e società). Ma anche da quello in auge nell'epoca postmoderna, basata sulla progressiva decostruzione dei confini propri dell'individuo, di comunità virtuale (The Virtual Community di Howard Rheingold).


LA NEOCOMUNITA' COLLABORATIVA

La neo comunità che a me piace definire collaborativa potrà finalmente disporre degli strumenti per scrivere, parlare, lavorare in tempo reale, senza più barriere geografiche, fisiche e temporali. Essa si prefigurerà come "un'entità che trasforma continuamente se stessa senza essere ancorata ad un luogo specifico, ben definito" (A.B. 2009). Certo l'ultimo ostacolo è rappresentato dal digital divide ma con un po' di pazienza presto o tardi anche questo verrà superato.

In questa pagina di Google Labs ci sarà tra non molto il codice necessario per incorporare una wave dovunque, dai blog ai sistemi editoriali complessi. Praticamente quasi sostituendoli, con una diretta-web di quello che si desidera, composta da testo, immagini, video, servizi e voce grazie a Google Voice. Il passo da qui al personal broadcasting audiovisivo è sempre più breve.

Personalizzazione. Ciascun utente potrà quindi costruirsi il proprio palinsesto virtuale, invitando a prenderne parte tutti gli amici, parenti, colleghi, conoscenti. La potenza dell'onda si propagherà velocemente in tutto il globo, coinvolgendo sempre più persone.

Le idee viaggeranno su una sorta di autostrada circolare con tantissime diramazioni verso metropoli (hub) città (nodi intermedi) e paesi (nodi locali). Nessuna di queste si perderà perché prima o poi troverà un interlocutore interessato nei tanti svincoli o verrà riassorbita nel flusso principale per poi intraprendere nuovi percorsi (A. B. 2009).


Modello di comunicazione circolare di Google Wave

Vi invito quindi a provarla e farmi sapere il vostro giudizio in merito. Ciao

FONTI:




mercoledì 28 ottobre 2009

Tra Scienza e Innovazione

Prossime due settimane dense di eventi. In questi giorni sta registrando il tutto esaurito il Festival della Scienza di Genova, diventato ormai un punto di riferimento per la divulgazione del sapere scientifico e tecnologico.



Genoa Science Festival 2009



Il mondo che verrà. Filo conduttore dell'edizione 2009 è il futuro, declinato sotto cinque prospettive diverse: il Futuro della tecnologia alle prese con le grandi potenzialità della comunicazione; il Futuro della vita, sospeso fra naturale e artificiale; il Futuro dell’universo, aperto verso esplorazioni sempre più avvincenti; il Futuro della natura, che deve affrontare la difficile sfida della sostenibilità; il Futuro delle idee, da cui dipende la concezione di pianeta che lasceremo alle generazioni future.



Future Young Generation


Oltre ogni limite. Perché occuparsi proprio di Futuro? Perché è la scienza che da sempre ha spostato e sposta il limite del possibile un po' più in là: basti pensare a quello che più di venti anni fa sembrava irraggiungibile o pericoloso e che oggi invece non ci fa più paura perché è entrato nella nostra vita quotidiana. La ricerca e i suoi risultati sono quindi chiavi preziose e importanti per capire quale sarà il nostro Futuro.

Personalizzare l'esperienza. Ciascun percorso permetterà ai visitatori di conoscere ed esplorare campi diversi del sapere grazie a laboratori, mostre, exhibit, conferenze, spettacoli: decine di eventi, adatti ai più piccoli o dedicati agli adulti, interattivi o solo da ascoltare, all'aperto o dentro musei, per giocare, riflettere, imparare e confrontarsi con il grande e affascinante mondo della scienza.

Qui trovate il calendario ufficiale della manifestazione e altre curiosità.

Davvero un'iniziativa esemplare che spero faccia accrescere sempre più la sensibilità delle persone riguardo questi temi e convinca ad investire maggiori risorse nella ricerca per far competere l'Italia a livello internazionale.

Il 10 novembre invece, nella splendida cornice del Complesso dedicato ai Santi Marcellino e Festo a Napoli, sarà la volta del Working capital di Telecom Italia.

Innovare per crescere. Per chi non lo sapesse, Working Capital si propone di sostenere l’innovazione italiana e le iniziative imprenditoriali nell’ambito del Web 2.0, fornendo competenze, tecnologie e servizi a supporto della loro realizzazione e aiutando la crescita di una nuova, giovane, generazione di imprenditori.

Opportunità per tutti. Durante il tour che toccherà le principali città italiane chi lo desidera potrà presentare la propria idea che sarà inizialmente vagliata da un manager (advisor) dell'azienda. Se il progetto verrà ritenuto interessante sarà oggetto di una o più sessioni di approfondimento.

Criteri di selezione. Superate queste ultime, il progetto verrà valutato da un comitato di investimento formato dal top management di Telecom Italia. A questo punto sarà possibile ottenere un investimento finanziario commisurato alla tipologia, la durata, il rischio, le competenze e infrastrutture necessarie alla sua implementazione (da un minimo di 30000 euro ad un massimo di 750000 secondo la complessità).



Working capital logo


Partecipare è molto semplice, basta andare su sito ufficiale del Working Capital ed iscriversi QUI

Inoltre per rimanere sempre in contatto con Working Capital:
Segui il progetto su Facebook
Segui Working Capital su Twitter e Friendfeed
Per vedere i video di tutti gli eventi passati, vai sul canale ufficiale YouTube
Working Capital è presente anche su Facebook Cafe

Suggerimenti. Alcuni consigli per chi intende persuadere Telecom Italia a investire sulla propria idea che mi sento di dare in base ad esperienze pregresse (Mindthebridge) e ai preziosi consigli di Gianluca Dettori a capo di DPixel, società partner dell'iniziativa.

Per prima cosa:

Cercate di fare chiarezza e semplificare al massimo il progetto, senza per questo renderlo banale.

Poi, dovete avere 3 cose: un team in grado di portare a termine concretamente il progetto, un mercato disposto a pagare per il vostro prodotto e un business plan il più completo e articolato possibile prestando molta attenzione alla parte finanziaria e dei ricavi.

Sembrano stupidaggini ma basta che manchi uno soltanto di questi elementi per essere scartati. Non a caso come precisa Dettori soltanto 2-3 progetti su 100 vengono presi in considerazione subito. Gli altri vengono "rimandati". Non fatevi comunque scoraggiare da una bocciatura, prima di emergere dovrete sudare parecchio, ma prima o poi l'occasione giusta arriverà.

Ah dimenticavo, curate molto le slides del vostro talk, sintetizzando molto e eliminando i dettagli superflui. Esercitatevi ad esporre davanti a più persone fino a quando non vi sentirete sicuri.

In bocca al lupo a tutti coloro che andranno a Napoli. Fatemi sapere com'è andata. Spero che le mie indicazioni vi saranno utili.
Per concludere, un ringraziamento speciale va a Giorgio Marandola che mi ha informato circa l'evento.

Ciao e a presto!

Credits immagini

venerdì 9 ottobre 2009

Italia: prove di futuro

Tanti gli eventi accaduti nelle ultime 24 ore.

Mentre scrivo si sta concludendo a Milano il TesiCamp, evento organizzato da Ivan Montis, Luca Galli e Alberto D'Ottavi in collaborazione con Digital Events e varie Università (Cattolica, Politecnico, NABA, solo per citarne alcune) che ha avuto il merito di far salire in cattedra gli studenti, ribaltando la logica dell'insegnamento, per presentare diverse idee innovative sul Web 2.0, i social media e gli strumenti collaborativi.

Ad ascoltarli, manager e responsabili di aziende attive nel settore ict (Liquida, Open Knowledge e Telecom Italia working capital tra le più rilevanti). Grande opportunità quindi per tutti coloro che hanno preso parte all'evento. Non soltanto in termini di visibilità ma anche per i probabili sbocchi professionali. Senza contare l'irrinunciabile clima di vivacità culturale e le discussioni costruttive e assolutamente informali che si vengono a creare ricalcando lo stile Barcamp.



Logo Tesicamp

Ci voleva proprio una boccata d'aria fresca nel clima caldo che si respira ultimamente tra crisi economica e tagli al personale e alla ricerca. Questi ultimi purtroppo molto evidenti nella classifica annuale del Times sulle migliori università italiane (Bologna, prima italiana 174°). Speriamo che questo sia il promettente inizio di una lunga serie di iniziative simili e non un caso isolato.
Il ministro Maria Stella Gelmini intanto corre ai ripari annunciando che la tanto osteggiata riforma dell'università verrà anticipata a Novembre 2009. Obiettivo dichiarato: promuovere la qualità, premiare il merito, abolire gli sprechi e le rendite di posizione.

Gli studenti però non stanno a guardare e si preparano a manifestare. Non sarà facile trovare un punto di incontro fra le due parti in gioco.
Ma la sorpresa maggiore oggi è stata certamente l'assegnazione del premio Nobel per la pace al Presidente Usa Barack Obama. Insediatosi pochi mesi fa con le sue battaglie in favore del dialogo tra i popoli e le religioni ha lasciato il segno nella comunità internazionale. Certo sarà il tempo a giudicare la bontà delle sue parole (vedi annosa questione della guerra in Afghanistan).



Obama's Speech at ONU


Infine una nota sull'inaugurazione ufficiale, ieri, del movimento culturale Italia Futura ad opera di un Luca Cordero di Montezemolo più battagliero che mai. Il famoso imprenditore rimanda al mittente le critiche ricevute, sottolineando come Italia Futura sia un laboratorio di idee, proposte per migliorare il paese, e non un partito politico.
Per il momento fa piacere registrare la nascita di un'associazione di questo genere, che ha tra le sue prerogative quella di sostenere la mobilità sociale dei giovani e stimolarne lo spirito imprenditoriale. Tuttavia, per un giudizio più approfondito, occorrerà aspettare ancora un po'. Un rinascita come avvenuto per la FIAT sarebbe l'ideale...



Fiat 500 - The italian design excellence

Come vedete qualcosa si sta muovendo. Secondo voi questi sono segnali di un cambiamento reale e duraturo oppure no?


Images Source:


http://www.americaoggi.info/2009/09/24/14558-onu-obama-lancia-una-nuova-era-di-cooperazione-multilaterale

http://blog.panorama.it/economia/2009/01/26/auto-in-crisi-da-marchionne-lallarme-a-rischio-60mila-posti/

mercoledì 23 settembre 2009

Renault: non solo scandali. La campagna Eco2

In questi ultimi giorni, non si fa altro che parlare della Renault in relazione al caso di Flavio Briatore, il manager F1 coinvolto nello scandalo del Gp di Singapore. Come gli appassionati di questo sport sapranno, Briatore è accusato di aver orchestrato un finto incidente (protagonista Nelson Piquet jr) per consentire la vittoria di Fernando Alonso, proprio in occasione del gran premio asiatico.



Briatore e Mosley

A seguito dell'accaduto sono state avviate delle indagini da parte della FIA (il massimo organo competente in materia) che hanno portato ad un vero e proprio processo conclusosi lunedì. La sentenza è stata durissima. Cinque anni di squalifica per Pat Symonds, Direttore tecnico della Renault ed allontanamento dalla gare e da tutti gli affari che ruotano intorno al circus a tempo indeterminato per Briatore, in una parola: radiazione.

C'è chi sostiene che dietro la decisione sia nascosta la sete di vendetta di Max Mosley, ex Presidente della federazione, costretto alle dimissioni pochi mesi orsono da Briatore stesso, all'epoca presidente FOTA, un'associazione dei piloti che si batte per il cambiamento delle regole in F1, giudicate troppo restrittive e penalizzanti dai team.

A dispetto di questi fatti, che hanno acceso parecchie polemiche e promosso la nascita di gruppi a sostegno dell'una o dell'altra parte, la Renault rimane una delle case automobilistiche più impegnate nei confronti dell'ambiente.
Tutti questo trambusto, infatti, ha contribuito a distogliere l'attenzione da una campagna uscita in queste ore, che introduce alcuni veicoli ad elevato risparmio energetico.



Renault Eco2 advertising campaign



"Tutti possono costruire un'auto elettrica. Ma chi saprà costruirla davvero per tutti?". E' questo il claim della nuova strategia di comunicazione che la Renault sta per lanciare a pochi giorni dalla presentazione al salone dell'auto di Francoforte (fino al 27 Settembre 2009) di quatto concept-car elettriche.



Eco2 Claim message


L'obiettivo della casa francese, sottolineato all'interno della campagna pubblicitaria, è quello di offrire una mobilità realmente sostenibile a tutti, prevedendo la vendita, fra il 2011 e il 2012, di quattro veicoli elettrici per rispondere alle diverse esigenze degli automobilisti con un piccolo veicolo urbano, una berlina compatta, una berlina familiare e un furgoncino.

Concept Car Zero emission and Eco friendly - E01 Renault


L'impegno di Renault in questo ambito è quindi concreto come dimostra anche il sito web aperto per sensibilizzare i consumatori sul tema ambientale. Al'indirizzo: www.renault-ze.com/it, l'utente sarà accompagnato alla scoperta del progetto a favore di una mobilità a zero emissioni.

Il sito contiene una sezione riservata alle domande e curiosità che questi mezzi di trasporto possono suscitare negli utenti.

On line, ad esempio, la testimonianza della velista Ellen MacArthur, a supporto di una logica di sviluppo ecologico e sostenibile, e già utilizzatrice di un veicolo elettrico Renault.

Di recente ha anche aperto tre canali su facebook, twitter e youtube per promuovere la sua campagna sulle auto elettriche ad emissioni zero.

Secondo me, la scelta di Renault di affidare ai social networks un ruolo così importante per far conoscere il proprio progetto non solo si rivela coraggiosa, ma mostra finalità che esulano dallo sviluppo tecnologico di un’auto ad alimentazione alternativa. Il Web 2.0, infatti, può rappresentare uno spazio virtuale di condivisione e diffusione di questo orientamento ecologico, confermato anche da una sezione dedicata al tema sul sito aziendale.

Per i più esigenti, qui il talk completo di Sandrine Plasseraud Brand Manager for Small Cars and Customer Offers circa le strategie 2.0 dell’azienda.

Prego poi, chi ne fosse a conoscenza, di segnalarmi analoghe iniziative alle quali dedicherò la massima attenzione in questa sede.


Copyright immagini:




http://sport.sky.it/sport/formula1/2009/09/11/f1_piquet_briatore_ecclestone_polemica.html

lunedì 21 settembre 2009

Da un garage alla Silicon Valley: a volte i sogni si avverano

Tenacia, determinazione, intraprendenza e perché no, un pizzico di fortuna. Queste a mio parere le caratteristiche che hanno portato tre giovani milanesi di soli 21 anni alla scoperta della Silicon Valley.

Business e Conoscenza come sapete ha tra i suoi obiettivi quello di stimolare il dibattito sulle iniziative imprenditoriali riguardanti il Web e le nuove tecnologie, siano esse promosse da aziende consolidate che da start-up formate da studenti o ricercatori.


Cultivating talent

Leggendo la storia di questi ragazzi, quasi coetanei, su infoservi.it, ho capito quanto possa essere difficile avviare un'impresa qui in Italia nel settore IT. Le mille peripezie che hanno affrontato Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca per riuscire a ricevere l'attenzione degli investitori avrebbero convinto molti a desistere. Tuttavia, con molta pazienza e parecchi sacrifici (anche di natura economica per auto-finanziarsi durante le fasi iniziali di sviluppo) alla fine ce l'hanno fatta.

Sono infatti stati selezionati per presentare la loro idea al prestigioso Techcrunch 50 di San Francisco, una vetrina delle più interessanti start-up a livello mondiale.

Certo, la strada da percorrere è ancora lunga, ma le conoscenze maturate in California, tra cui spicca Travis Kalanick sono di sicuro incoraggianti. E pensare che tutto era iniziato in un garage di 20 metri quadri (vi ricordano qualcuno? A me questo signore qui: http://cicorp.com/apple/garage/index.htm, speriamo abbiano uguali fortune). Pochi mezzi ma tanta, tanta passione. Questa è stata la chiave del loro successo.

Certo è che un po' di amaro in bocca rimane: possibile che nel campo dell'informatica i migliori debbano sempre emigrare all'estero per essere presi in considerazione?...

Qualcosa anche qui per gli aspiranti imprenditori si sta già facendo. Penso a Mindthebridge (a cui ho avuto la fortuna di partecipare con CstAdvising in occasione della prima edizione nel dicembre 2007) o first generation network in cui sono presenti utili consigli su come muovere i primi, timidi passi per costruire la propria azienda e vederla crescere nel tempo.

Forse però c'è bisogno oltre che di networking e eventi anche di maggiore apertura da parte dei dirigenti verso i più giovani che saranno il motore della rivoluzione tecnologica dei prossimi anni.

Di maggior sinergia tra università e aziende, con la possibilità di trovare finanziamenti già tra i banchi come avviene da anni negli USA. Di strutture ad hoc dove realizzare ciò che si ha in mente. Penso a cittadelle dell'innovazione, a luoghi dove incontrarsi e mettere su un team in grado di amalgamarsi pur mantenendo le sue peculiarità per dare vita, forma ai nostri progetti o per chi è più romantico ai nostri sogni. Posti dove l'importanza non è data dall'altisonanza del titolo di studio ma dalla validità della proposta.


Innovation Park

Spero che questo cambiamento si realizzi il più presto possibile per favorire l'emergere di idee nuove.

Per chi fosse interessato ad approfondire la loro storia rimando all'intervista di Alberto, Ivan e Luca al link citato sopra. Chi invece volesse saperne di più sull'applicazione denominata Mashape può soddisfare la sua curiosità a questo indirizzo:

FONTE IMMAGINI:


martedì 30 giugno 2009

Google city tours: la guida turistica su misura

E' stato lanciato da poco un nuovo servizio di Google che permetterà agli utenti di visitare una città impostando percorsi altamente personalizzati. Il suo nome è Google City Tours.

Sostanzialmente attraverso questo strumento è possibile organizzare e pianificare al meglio le visite turistiche presso le principali attrazioni delle città, senza rischiare così di perdersi o di sbagliare strada.

E' sufficiente digitare la città preferita e automaticamente vengono mostrati sulla mappa i principali luoghi d'attrazione, monumenti e musei che si possono visitare. Non solo, potremo personalizzare il tour anche in base al tempo a disposizione, il tipo di itinerario (includendo od escludendo alcuni luoghi a noi graditi o meno) e di conseguenza la lunghezza del medesimo.

Ad esempio, questo è il City Tour suggerito per Roma (ma potrete viaggiare comodamente seduti a casa vostra anche a New York, San Francisco, Dublino e Londra) : otto tappe in un giorno a partire dal Museo Centrale del Risorgimento, passando per la Casa di Goethe e la Galleria D’Arte Antica.

Vengono suggeriti anche tempi di permanenza per ogni tappa: di default 60 minuti, ma può essere aumentato o diminuito a piacimento tramite l'utilizzo dell'apposita scheda.




Ad ogni variazione introdotta, viene elaborato un nuovo tour aggiornato.



Nel menù “Change Date” si può stabilire la durata della permanenza, mentre in quello “Add/Remove sights” si possono selezionare altre località di nostro interesse.





Se volete un consiglio spassionato è sempre meglio personalizzare il Tour, in quanto i percorsi suggeriti da Google sono poco affidabili. Vedi ad esempio gli errori riguardo gli orari di apertura dei musei: per il servizio Villa Borghese dovrebbe essere aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00, quando invece è aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30.

Certo, come ogni prodotto con marchio Google Labs, anche questo è in fase sperimentale (versione beta) e decisamente acerbo. Basti pensare alle attuali funzionalità molto limitate che consentono di esplorare soltanto poche città (in prevalenza metropoli) lasciando fuori alcune delle più rinomate e ricche di arte, storia e cultura (pensiamo ad Atene, Parigi o Madrid).

In futuro però potrebbe riservare non poche sorprese integrando informazioni sugli eventi previsti in città (opere teatrali, concerti, manifestazioni sportive di rilievo, rassegne culturali e film in uscita nelle sale) così da poter programmare un tour più completo.

Inoltre, a mio avviso, non sarebbe male un'associazione con Google street view per ottenere immagini delle strade da percorrere e con panoramio per visualizzare magari le principali opere d'arte esposte in un museo e perché no, un bel video di presentazione scaricato direttamente da Youtube con approfondimenti e curiosità raccomandato dagli utenti.

Come suggerito poi da alcuni blog tra cui tourmarketing.it l'eventuale estensione di Google City Tours nell'ambito della ricettività e degli esercizi pubblici (hotel, bar, ristoranti, pub, pizzerie ecc...) potrebbe aprire un nuovo ed imprevedibile scenario nel settore del web marketing turistico (qui uno dei blog più completi e aggiornati in materia), con la possibilità per l'utente di costruirsi, passo dopo passo, la vacanza ideale, dalla prenotazione dell'hotel più vicino al centro città alla cena nel ristorantino giapponese che gli piace tanto.

Ricordiamo che il settore del web marketing applicato al turismo è sicuramente uno dei più floridi e in ascesa dal punto di vista economico. Dunque ogni sforzo compiuto in questa direzione non può che portare ad un notevole vantaggio sui concorrenti.

Vedremo se Google saprà apportare quei miglioramenti che renderanno l'applicazione competitiva sul mercato e in grado di assolvere ad un ruolo come quello della guida turistica on line (ricerca e localizzazione di luoghi e servizi utili) assolutamente fondamentale in una società globalizzata come la nostra.

sabato 30 maggio 2009

Philips: l'importanza del marketing virale ed esperienziale nella creazione dell'immagine aziendale

Proprio ieri sono venuto a conoscenza di questa interessante competizione ad accesso gratuito per rilanciare l'immagine di Philips sul Web. Chiunque può partecipare al concorso creando il proprio video per recensire uno o più prodotti Philips o più semplicemente per sponsorizzare il brand con idee innovative e fuori dall'ordinario.


Film Director Chair - Be protagonist with your winning ideas

L'originalità sarà infatti il principale elemento di valutazione insieme alla coerenza con le linee guida e l'impatto visivo ed emozionale sui consumatori, che dovrà essere tale da convincerli a visitare il sito dell'azienda olandese. Ricordo che la stessa opera nei più svariati settori (radio e tv, illuminazione, microprocessori, diagnostica medica, piccoli elettrodomestici) e ha sede in mezza Europa. Si distingue da sempre per la professionalità e la volontà di guardare oltre spingendosi ai confini del marketing fino ad adottare tecniche quali marketing virale o esperienziale.

Obiettivo primario di quest'ultima strategia di marketing sta nell'individuare che tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto: secondo Schmitt esistono cinque diversi tipi di esperienza (da lui detti SEMs, o Strategic Experiential Modules):

SENSE experiences ovvero esperienze che coinvolgono la percezione sensoriale;
FEEL experiences ovvero esperienze che coinvolgono i sentimenti e le emozioni;
THINK experiences ovvero esperienze creative e cognitive;
ACT experiences ovvero esperienze che coinvolgono la fisicità;
RELATE experiences ovvero esperienze risultanti dal porsi in relazione con un gruppo.

Ognuna di queste esperienze consentirà di mantenere un rapporto duraturo e fidelizzato con il cliente grazie al ricordo positivo che rimarrà impresso nella sua mente e verrà immediatamente richiamato ogni qual volta il medesimo si ritroverà di fronte alla stessa situazione o al particolare prodotto (un po' come la madaleine ne Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust).

L'esperienza provata nell'ammirare l'ultimo televisore al plasma magari seduti su un comodo divano all'interno del negozio permetterà di guardare i programmi in onda sul televisore come se fossimo a casa nostra. In questo modo sarà più facile giudicare la reale bontà del prodotto e parimenti crescerà la voglia di visitare nuovamente il luogo dotato di questi comfort.


Philips exhibition point


E' chiaro che aggiungendo un bar o inserendo il punto vendita all'interno di un centro commerciale completo di parcheggio, cinema e ristorante la nostra offerta risulterà sempre più appetibile per il consumatore che in una volta sola potrà vivere tante esperienze diverse. Senza nemmeno spostarsi avrà tutto a sua disposizione e non avrà la fretta tipica di chi si reca in centro a far compere con tutte le conseguenze del caso (impossibilità si scegliere tranquillamente prodotto).

La presenza sul mercato può essere rafforzata anche tramite l'inserimento di spazi espositivi nel corso di eventi di grande respiro e richiamo di pubblico.

Esempio su tutti è stata la partecipazione di Philips nel 2008 al Rimini Wellness la fiera che ha come fulcro la ricerca di soluzioni e la presentazione di attrezzature per migliorare la salute e il benessere fisico delle persone. Lo stand in quella occasione è stato letteralmente preso d'assalto sia per la qualità dei prodotti che per la professionalità degli addetti alla vendita che hanno saputo catalizzare l'attenzione del pubblico proponendo un linguaggio semplice, chiaro ed esaustivo.


Philips at Rimini Wellness (2008)

Sembra essere questo il segreto di questa nuova forma di marketing, capace di coinvolgere e stupire, sorprendere il consumatore a tal punto da far si che sia lui ad avvicinarsi all'azienda, proponendo in prima persona possibili migliorie e modifiche utili a rendere ancora più competitivo il prodotto. Ciò rientra in quel rapporto sempre più stretto e paritario che va creandosi tra marca e consumatore, vero e proprio attore della produzione aziendale e non passivo acquirente. I suoi preziosi consigli potranno essere utilizzati dal reparto di ricerca e sviluppo e se corretti venire tranquillamente implementati nei prodotti in un'ottica opposta al passato che vedeva la clientela come spettatore da conquistare, catturare, convincere.

La conoscenza del consumatore diventa quindi fattore determinante per il successo dell'azienda che dovrà tenere conto dei giudizi di una nuova figura del mercato decisa, competente, selettiva esigente e sopratutto consapevole di tutte le caratteristiche del prodotto tanto da superare a volte le competenze degli stessi produttori (customer knowledge marketing).

E' chiaro quindi come nel marketing il contributo del consumatore sia diventato sempre più importante tanto da spingere imprese come Philips ad affidare ai consumatori buona parte della loro Web-reputation. Vedi questo contest in cui ogni creativo è chiamato ad esprimersi senza eccessivi vincoli o limitazioni per confezionare la prossima campagna virale dell'azienda.

Una bella vetrina per chi vince e un notevole risparmio in termini di risorse finanziarie e temporali per Philips che nel giro di 1 mese potrà puntare sul video che incontrerà il favore del più attendibile interlocutore in chiave business: gli stessi consumatori.

Per tutte le info sul concorso visitate questi siti:


Divertitevi avete tempo fino al 21 Giugno per postare le vostre idee vincenti.
 
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