Con la stessa forza di un'onda del mare che si infrange su uno scoglio,
Wave si preannuncia come l'invenzione più dirompente, incontenibile e rivoluzionaria degli ultimi tempi.
Immaginate un grande contenitore web intelligente capace di offrire comunicazione e cooperazione in tempo reale, multimedialità, mappe e strumenti di elaborazione. Se ci riuscite, avete già capito cos'è Google Wave.

Google Wave logo
Tutto in uno. Msn? Skype? E-mail? Facebook? Potrete averli tutti assieme in un unico strumento. Un sogno? No pura realtà. Il concetto alla base di tutto è il "tempo reale". Che senso ha nel Web attuale distinguere tra posta elettronica e messaggi istantanei,
podcast,
voip e contenuti in
streaming quando questi e altri elementi possono essere incorporati in un flusso unico, uno "stream of dataness" di testo (mentre qualcuno scrive, gli altri utenti vedranno le parole apparire poco alla volta sullo schermo), immagini, mappe, video e multimedia?
La potenza dell'onda. Le waves possono arrivare in qualsiasi momento da qualunque direzione, intrecciarsi, arricchirsi completarsi, coinvolgendo più utenti. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: ma così non si rischia il caos totale, confusione, perdita di frammenti importanti del discorso?. Tranquilli, la risposta è no.
Ognuno potrà catalogare il flusso informativo a suo piacimento salvandolo in apposite cartelle (folders) così da rileggere i documenti, rivedere i video o riascoltare la conversazione preferita.
La Wave, una volta aperta, è uno spazio
sensibile e
modificabile. Poniamo di essere in cinque e voler discutere privatamente con una persona. Ebbene non ci crederete ma è possibile isolare la conversazione senza uscire dall'onda. Per i più esigenti anche nascondere cosa si digita in tempo reale, attivando la funzione di draft. Installando
Google Gears, infine, l'interazione di Wave coi contenuti del computer sarà totale, abilitando il content sharing con un semplice click.
Struttura e layout. Approfondiamo meglio la struttura e le funzionalità di questa applicazione.
La schermata di Wave non è molto diversa da quella di una webmail. Tanto che i più pigri potrebbero cadere nella tentazione di adoperarlo come casella di posta. A sinistra della pagina c'è la barra di navigazione, che comprende le cartelle delle "onde", i settaggi e poi due box per le ricerche personali e i propri folder in cui catalogare le waves (basta trascinarcele sopra).

Google Wave Screenshot
Le ricerche personali sono caratterizzate da specifiche
tag (metadati) , con cui è possibile raggruppare i contenuti delle onde che contengono l'oggetto della propria ricerca, che sia una parola, un concetto o un widget/mappa/multimedia. Una funzione fondamentale per mettere un po' d'ordine nel caos che piano piano si formerà a causa dell'accumulo dei dati.
L'onda, ovunque. Blog in pericolo? Tutto quello che compone una wave, dal testo ai gadget, può essere
embeddato in altre piattaforme. I primi a risentire di questo cambiamento saranno i blog che dovranno mutare profondamente la loro natura se vorranno sopravvivere al più grande diluvio di bit che la storia ricordi.
Rischieranno infatti di divenire obsoleti se Google Wave manterrà tutte le promesse iniziali. Se la comunicazione si farà sincrona, real-time che senso avrà mantenere degli spazi asincroni come i blog in cui lasciare commenti che probabilmente troveranno risposta dopo 1 ora?. Ovviamente la mia è soltanto una provocazione, certo è che un'applicazione così innovativa potrebbe modificare le dinamiche di comunicazione e conversazione, monopolizzando l'attenzione dei navigatori.
Che senso avrà parlare di blogosfera? comunità?
LA NEOCOMUNITA' COLLABORATIVA
La neo comunità che a me piace definire
collaborativa potrà finalmente disporre degli strumenti per scrivere, parlare, lavorare in tempo reale, senza più barriere geografiche, fisiche e temporali. Essa si prefigurerà come "
un'entità che trasforma continuamente se stessa senza essere ancorata ad un luogo specifico, ben definito" (A.B. 2009). Certo l'ultimo ostacolo è rappresentato dal
digital divide ma con un po' di pazienza presto o tardi anche questo verrà superato.
In
questa pagina di Google Labs ci sarà tra non molto il codice necessario per incorporare una wave dovunque, dai blog ai sistemi editoriali complessi. Praticamente quasi sostituendoli, con una diretta-web di quello che si desidera, composta da testo, immagini, video, servizi e voce grazie a
Google Voice. Il passo da qui al
personal broadcasting audiovisivo è sempre più breve
. Personalizzazione. Ciascun utente potrà quindi costruirsi il proprio palinsesto virtuale, invitando a prenderne parte tutti gli amici, parenti, colleghi, conoscenti. La potenza dell'onda si propagherà velocemente in tutto il globo, coinvolgendo sempre più persone.
Le idee viaggeranno su una sorta di autostrada circolare con tantissime diramazioni verso metropoli (hub) città (nodi intermedi) e paesi (nodi locali). Nessuna di queste si perderà perché prima o poi troverà un interlocutore interessato nei tanti svincoli o verrà riassorbita nel flusso principale per poi intraprendere nuovi percorsi (A. B. 2009).

Modello di comunicazione circolare di Google Wave
Vi invito quindi a provarla e farmi sapere il vostro giudizio in merito. Ciao
FONTI: